La scena bar di Roma è cresciuta molto negli ultimi anni. Accanto ai locali storici sono nati cocktail bar d'autore, wine bar con parte spirits strutturata, ristoranti che curano molto l'aperitivo e il fine pasto. In un contesto così competitivo, la drink list — al pari della carta vini — è uno degli strumenti più diretti per costruire identità. Un backbar composto da referenze internazionali molto note assomiglia spesso a quello del locale accanto. Le referenze artigianali di origine precisa, invece, permettono di raccontare qualcosa.

Cosa rende diversi i distillati altoatesini

L'Alto Adige ha una tradizione lunga in fatto di distillazione, dovuta anche alla presenza di frutticoltura e viticoltura di montagna. Le distillerie artigianali della regione lavorano volumi contenuti, materie prime del territorio (uve, frutti alpini, erbe di montagna, botaniche locali) e alambicchi piccoli, spesso discontinui. Il risultato è una gamma di prodotti con profili aromatici puliti e riconoscibili, molto adatti sia al servizio liscio sia alla mixology d'autore.

Le categorie che funzionano nei bar romani

Non tutti i distillati altoatesini hanno lo stesso ruolo. Alcune indicazioni pratiche per bar e wine bar del Lazio:

  • Grappe monovitigno (Gewürztraminer, Moscato, Müller-Thurgau): fine pasto raccontabile, alternativa alle grappe più diffuse. Servite fresche in bicchierino tulipano.
  • Acquaviti di frutta (Williams, Marille, Prugna, ciliegia): dopo-pasto in ristoranti e osterie, o basi insolite in signature cocktail.
  • Gin altoatesino: base con botaniche alpine, perfetta per Gin Tonic e Martini rivisitati con un carattere territoriale.
  • Vermouth artigianale (Weissmut, Schwarzmut): aperitivo servito ghiacciato con scorza d'agrume, oppure componente in Negroni, Americano, Martini rovesciato. Schwarzmut è stato premiato Best in Class ai Craft Spirits Berlin 2024.
  • Bitter e amaro alpino: per aperitivo, dopo-pasto e in miscelazione. Alternativa territoriale ai bitter industriali più diffusi.
  • Liquori d'erbe e agrumi: fine pasto e base per short drink d'autore.

Un backbar territoriale con poche bottiglie

Non serve aggiungere venti referenze per cambiare l'identità di un bar. Bastano tre o quattro bottiglie ben scelte per creare una "linea alpina" nel backbar: un vermouth rosso, un bitter, un gin e una grappa monovitigno permettono di costruire aperitivo, cocktail signature e chiusura pasto con una sola matrice territoriale. Per un cocktail bar di Roma che voglia distinguersi dalla concorrenza — senza rinunciare ai classici internazionali — è un investimento contenuto e ad alto potenziale di racconto.

Gestisci un bar, cocktail bar o wine bar a Roma? Costruiamo insieme una selezione di distillati altoatesini adatta al tuo backbar e alla tua drink list. Portiamo le bottiglie in assaggio direttamente in locale.

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Formazione bar e signature cocktail

Per rendere una referenza davvero utile in carta serve che il bar staff sappia usarla. Insieme alla fornitura offriamo sessioni pratiche di formazione dedicate a bar manager e bartender: caratteristiche organolettiche, temperature di servizio, abbinamenti, spunti per drink signature. L'obiettivo è che il bar possa costruire due o tre cocktail identitari basati sui nostri distillati, entrando così nella drink list stabile del locale.

Esclusiva territoriale sul Lazio

La distilleria Schwarz Brennerei è rappresentata da Alpenhof & Co. sul Lazio e in diverse aree del Centro Italia. Dove previsto dagli accordi, la rappresentanza è in esclusiva territoriale nelle zone concordate: per un cocktail bar romano significa poter proporre etichette che non si trovano nel backbar del locale accanto.

Da dove iniziare

Il modo più semplice per capire se la selezione funziona è assaggiarla nel proprio bar, con chi lo gestisce e con il team di servizio. Portiamo 5–8 referenze scelte in funzione della drink list, discutiamo prezzo e posizionamento, decidiamo insieme cosa inserire in modo stabile e cosa lasciare in rotazione stagionale.